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Il
Sudafrica è un paese che sta lottando per porre rimedio a due secoli
di disuguaglianze sancite per legge. Ci vorrà del tempo prima che
riesca a lasciarsi alle spalle l’eredità del regime dell’Apartheid,
e l’ideologia che c’era dietro. Una delle più importanti
sfide che i riformatori si trovano di fronte sta proprio nel dover decidere
quanto di ciò che è stato va conservato, e quanto invece rovesciato.
Una conseguenza del forte divario esistente in passato tra i finanziamenti
destinati all’istruzione dei bambini bianchi e quelli invece riservati
alle scuole dei bimbi neri e di colore Distinzione che risale ai tempi
dell’Apartheid. Per «neri» (black) si intendono sostanzialmente
i discendenti dei popoli Bantu che abitavano la regione prima del periodo coloniale;
la categoria dei «coloured», più eterogenea, comprende invece
i sangue misto, gli asiatici, i discendenti degli schiavi malesi della colonia
del Capo ecc. è che oggi ci ritroviamo con un sistema scolastico non
uniforme. In cima stanno le ex scuole «bianche». Molte di queste,
indipendentemente dal fatto che siano sovvenzionate da privati o dal governo,
sono in grado di competere con qualsiasi scuola del mondo «sviluppato».
Anche qualora siano state concepite in una società improntata alla segregazione
razziale, ora le loro porte sono aperte a tutti.
L’ostacolo più grande è costituito dal denaro. Queste scuole,
infatti, spendono molti soldi per mantenere alti i loro standard educativi.
Il rischio è che l’accesso a tali istituti continui a essere riservato
soltanto ai giovani delle classi più abbienti. La Kay Mason Foundation è impegnata
a sostenere il livello di eccellenza di queste scuole, e a fare in modo che
possano goderne anche i giovani di più bassa estrazione sociale. Lavorando
a stretto contatto con gli educatori e con le famiglie, la Kay Mason Foundation
assegna borse di studio a quei ragazzi in età di scuola secondaria cresciuti
in un ambiente familiare socialmente svantaggiato che rivelino capacità fuori
del comune. Questi giovani non ottengono soltanto accesso al tipo di istruzione
che meritano, ma anche un sostegno ad ampio raggio da parte degli adulti e
degli altri allievi. Ai più anziani beneficiari di una borsa di studio
si richiede infatti di fare da guida ai più giovani. Le famiglie dei
potenziali candidati sono strettamente coinvolte nel processo che potrebbe
offrire ai loro figli l’opportunità di frequentare scuole prestigiose.
L’entità delle borse di studio è tarata in maniera tale
da permettere alle famiglie di contribuire, sia pure in piccola parte, all’educazione
del loro bambino.
È
di vitale importanza che vi sia questo contributo. Ai genitori o ai tutori
deve essere concessa la possibilità di partecipare all’istruzione
dei figli e di avere voce in capitolo al riguardo. In questo modo, i ragazzi
ricevono un aiuto non solo dalla Fondazione o dalla scuola in questione, ma
anche da coloro che possono davvero fare la differenza: la loro famiglia estesa
e la collettività del loro luogo di origine.
Breve guida al modello educativo sudafricano
Stando alle apparenze, l’ethos che animava l’istruzione statale
sotto il vecchio sistema educativo improntato alla discriminazione razziale
era: «separata ma uguale per tutti». In realtà, separata
questa lo fu davvero, ma niente affatto ugualitaria: le scuole «bianche» ricevevano
molti più fondi di quelle «di colore», che a loro volta
ne ottenevano di più di quelle «nere».
Ne è derivato un sistema di scuole pubbliche a tre piani, dominato
quanto a risultati e risorse dagli ex istituti «bianchi». Oggi
queste scuole sono obbligate ad accettare chiunque faccia parte del loro
bacino di utenza; al tempo stesso, però, in aggiunta al sussidio che
ricevono dallo Stato possono richiedere il pagamento di una tassa di frequenza.
A causa delle notevoli differenze in materia di finanziamenti, molte scuole
pubbliche un tempo «bianche» (note come «scuole ex modello
C») godono di una disponibilità di mezzi paragonabile a quella
delle più esclusive scuole private dell’Occidente, e a dire
il vero anche degli istituti privati sudafricani frequentati dall’élite
del paese.
Noi della Kay Mason Foundation, tramite le nostre borse di studio, finanziamo
numerose scuole, sia private sia pubbliche. Nostro scopo è rendere
accessibile a tutti la migliore istruzione possibile.
Cliccare qui per inviare una e-mail alla Kay Mason Foundatione